Contro lo sfruttamento lavorativo – Presentazione del corteo del 24 ottobre 2026

COMUNICATO STAMPA

Presentazione del corteo del 24 ottobre 2026

Alba, conferenza stampa Del 19/10/2026 –

Una mobilitazione che unirà realtà del terzo settore, collettivi e sindacati, per contrastare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo tra le vigne di Langhe e Roero. È stato presentato questa mattina, 19 ottobre, il corteo in programma per sabato 24 ottobre ad Alba. Partirà alle 14.30 da via Pola (dove si trova il Centro di prima accoglienza della Caritas diocesana), con ritrovo alle 14, e proseguirà fino a piazza Michele Ferrero, dove si alterneranno vari interventi.

L’iniziativa prende le mosse da alcuni fatti avvenuti sul territorio nelle scorse settimane. Il vescovo Marco Brunetti e la Caritas diocesana hanno diffuso un dossier, intitolato “L’altra vendemmia”, nel quale si denuncia il peggioramento delle condizioni di legalità e dell’accoglienza per i lavoratori durante la stagione di raccolta appena conclusa. Il 9 ottobre, sempre ad Alba, un vasto incendio ha interessato un capannone dismesso a ridosso del centro, nel quale avevano trovato rifugio persone in difficoltà e stagionali delle vigne. Una situazione grave e non certo nuova, che calpesta i diritti di uomini e donne che, con il loro lavoro, contribuiscono a uno degli indotti più ricchi e rappresentativi delle colline del basso Piemonte. Il corteo è promosso da Caritas diocesana, Cgil, Cisl, Uil, Libera Piemonte e Cuneo, Arci Cinema Vekkio. Sono numerose le realtà che hanno aderito fino a questo momento: la Comunità Laudato si’ Alba e il coordinamento piemontese, Slow food Alba, Langhe e Roero, Acia, Comuneroero, Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero, Canale ecologia, Il Paese, Salviamo il paesaggio, Altritasti, Pronatura Piemonte. È stato anche sottoscritto un documento, che racchiude i punti salienti e che è stato firmato dalle varie realtà. Al corteo parteciperà anche il collettivo Mononoke.

Ha dichiarato don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas diocesana: «Il fenomeno dello sfruttamento lavorativo nelle nostre vigne non è certo nuovo e tutta la filiera ne è al corrente. Ci siamo imbattuti nelle storie e nel dramma di chi lo subisce: pensiamo sia doveroso parlarne e portarlo all’attenzione di tutti. Chiediamo una serie di azioni: promuovere assunzioni dirette dei lavoratori, così da togliere spazio all’intermediazione; valorizzare i Centri per l’impiego; una regia pubblica nell’accoglienza e nei trasporti; applicazione della legge 199 del 2016 sul caporalato, con estensione della responsabilità alle aziende agricole; potenziare i controlli, che oggi soffrono di una gravissima carenza di personale».

Enrico Solavagione, segretario generale Cisl Cuneo, ha aggiunto: «Il fenomeno del caporalato riguarda non solo l’aspetto lavorativo, ma anche la questione abitativa e i trasporti: è un discorso esteso, che oggi si è persino ampliato rispetto al passato. Grazie alla Caritas, abbiamo aderito con convinzione, convinti che questa battaglia sia di tutti e che sia fondamentale la collaborazione con le istituzioni. Chiediamo l’attivazione di un tavolo che affronti il problema a trecentosessanta gradi».

Nicola Miraglio, di Cgil Cuneo, ha presentato un focus sul decreto flussi: «Il sistema attuale è inefficiente e incapace di rispondere alle domande del mercato produttivo, che dalla provincia di Cuneo sono numerose. Il paradosso è quello di un meccanismo che dovrebbe regolare gli ingressi e invece crea condizioni di precarietà. Non dimentichiamoci che un lavoratore fragile è anche più ricattabile».

Piertomaso Bergesio, segretario generale di Cgil Cuneo, ha proseguito: «Parliamo un territorio ricco, che può fare la differenza. Le bottiglie di vino delle Langhe e del Roero vengono vendute a prezzi elevatissimi, a fronte di uno sfruttamento diffuso. Tutto questo danneggia lo stesso indotto e per questo è inaccettabile».

È intervenuta alla conferenza stampa anche Valentina Sandroni, coreferente di Libera Piemonte: «Questo corteo nasce per portare al centro le persone. Dobbiamo preoccuparci quando, di fronte alla marginalità, finiamo per considerare le persone stesse il problema. Come Libera vogliamo prendere posizione, senza
alimentare schieramenti. Viviamo in un Paese che è già multiculturale, con settori in cui anche il 40% della manodopera è straniera. Alba è una città medaglia d’oro alla Resistenza: sono valori che appartengono all’oggi e farsi carico dei diritti di ognuno è una responsabilità di tutti. Contrapporre chi non ha un tetto a chi
non arriva a fine mese è mettere gli ultimi contro i penultimi, favorendo sempre i primi».
L’obiettivo del corteo è accendere i riflettori sul tema, così che le istituzioni e gli organi competenti attivino soluzioni concrete, oltre a richiamare una presa di responsabilità da parte del comparto agricolo, a partire dalle confederazioni e dai consorzi del territorio.


foto: Severino Marcato

foto: Severino Marcato


Foto Serena Corradi

 

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